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Monte Adone

Monte Adone


Escursione Monte Adone - Brento
Anello di Monte Adone, sentiero 110

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Data escursione: 27 Nov 2017

Difficoltà: E - Escursionista

Distanza: 4.8 km

Partenza: Brento

Dislivello: 270 m

Tempo: 1h:20m

Destinazione: Monte Adone - Brento



Avvicinamento

Inserire nel navigatore Via Vallazza Brento, una volte giunti a Brento, parcheggiare e incamminarsi a piedi su via Vallazza.

Mappa




Descrizione itinerario

Una volta arrivati in a Brento in Via Vallazza (Sentiero CAI 110) si incontra sulla sinistra l'imbocco del sentiero che ci porterà a fare l'anello di Monte Adone.

Sentiero 110 monte adone

Procedendo si incontra un lago solidificato di roccia che contiene molluschi, conchiglie e resti marini pietrificati testimonia che un tempo questa area era sommersa dal mare.

Il paesaggio è tipico mediterraneo, si incontrano piante di asparagi, macchia mediterranea, lecci.

Monte Adone sentiero

Il sentiero è ben tracciato e non troppo pendente, l'unica difficoltà è data dalla presenza di fango, quindi fate attenzione se ci sono state piogge.

Salendo un po' si apre il panorama

Panorama Monte adone

Arrivati in vetta si incontrano delle strutture rocciose (torrioni) lavorate dagli agenti atmosferici: le torri di Monte Adone. Le strutture sono molto belle e affascinanti, si possono quasi sfiorare dal sentiero che passa veramente molto vicino, punto strategico per ammirare le torri.

Torri Monte Adone

Procedendo si arriva sul punto più alto Monte Adone dove c'è il libro di vetta

Libro di vetta Monte Adone

Per il ritorno si prosegue dritti e si gira a destra sul sentiero 110 e poi si incontra la strada che ci riporta verso il parcheggio (sentiero CAI 912).

Sante monte adone

 

Consigli per mangiare: Vecchia trattoria Monte Adone, ottima vista sulla valle e piatti tipici (NB non arrivate troppo tardi, la cucina chiude presto!)

 


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Marco Lalla




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Lago Federa, Rifugio Croda da Lago da ponte Ru Curto

Lago Federa, Rifugio Croda da Lago da ponte Ru Curto


Escursione Rifugio Croda da Lago, Lago Federa
Si parte dal punte di Ru Curto e il giro di oggi ci porta al Rifugio Croda da Lago - Palmieri sulle sponde del bellissimo lago Federa sotto le pareti del Massiccio Croda da Lago. Sono circa 12 km e 600m di dislivello. Lungo il percorso saremo prevalentemente in mezzo a boschi ed abetaie, torrenti, ponti di legno e con dei punti panoramici niente male.

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Data escursione: 08 Aug 2020

Difficoltà: E - Escursionista

Distanza: 12.0 km

Partenza: Ponte di Ru Curto

Dislivello: 600 m

Tempo: 3h

Destinazione: Rifugio Croda da Lago, Lago Federa



Avvicinamento

Da cortina girare verso Pocol e prendere la direzione Passo Giau. Lungo la statale arrivare a Ponte di Ru Curto (su google maps c'è la posizione segnavia per sentieri 434

Mappa




Descrizione itinerario

Guarda il video:

 

Si parte dal punte di Ru Curto e il giro di oggi ci porta al Rifugio croda da lago Palmieri vicino al bellissimo lago Federa sotto le pareti del Massiccio Croda da Lago. 

Sono circa 12 km e 600m di dislivello seguendo sempre il sentiero 434

Sentiero 434 croda da lago

Lungo il percorso saremo prevalentemente in mezzo a boschi ed abetaie, torrenti, ponti di legno e con dei punti panoramici niente male.


5 torri di cortina sono nel gruppo del Nuvolau e sono famose pareti di arrampicata che arrivano a 2361m di altezza.

5 torri dolomiti cortina


Ammiriamo le poderose pareti della Croda rossa che si erge fino a 2965m di altezza.
La sua vetta fu conquistata per la prima volta il 20 luglio 1878, dal noto Michel Innerkofler ed è stato un teatro di battaglie della prima guerra mondiale. 

C'è anche una spolverata di neve, nonostante siamo a metà agosto :)

Croda Rossa

Si arriva ai Cason de Fornin e si prosegue sempre verso "rifugio croda da lago" con il sentiero 434.

Casòn de Fornin a 1845m

Facendo attenzione all'ultimo tratto di salita (c'è del fango, è ripida e scivolosa), si arriva finalmente in quota (oltre 2000m).


Dopo un bella discesa eccoci arrivati al Lago Federa 2046m di altitudine, il posto è incantevole, magico, quieto e incontaminato in breve: uno dei più bei laghetti di montagna delle Dolomiti.

Lago Federa

Crocevia per numerose escursioni e anche la famosa alta via numero 1 dolomitica, percorso escursionistico lungo circa 150 km, situato sulle Dolomiti orientali, che parte dal lago di Braies e arriva a Belluno ed è segnalato con un triangolo blu, all'interno del quale è segnato il numero 1.

Si può ammirare oltre a Cortina d'Ampezzo, anche i massicci della Croda da Lago, Croda Rossa, Cristallo e Sorapis.

Spettacolare è la cornice rocciosa della Croda da Lago con le sue pareti, torri e guglie. 
Il rifugio palmieri è anche un rinomato punto di partenza per le escursioni alla malga Federa o uno degli altri innumerevoli percorsi nel regno delle Dolomiti Bellunesi.

Durante le giornate più calde d'estate, spesso qualche coraggioso mette i piedi nell'acqua del lago per rinfrescarsi. In più, da qui si può godere del bellissimo paesaggio offerto dalla natura, oltre a Cortina d'Ampezzo, potendo ammirare i massicci della Croda da Lago, Croda Rossa, Pomagagnon, Cristallo e Sorapis, come anche la fauna tipica del Lago Federa.

Una peculiarità del Lago Federa è il livello dell'acqua che sia d'estate che d'inverno rimane sempre costante. Questo è probabilmente dovuto alla presenza di una o più sorgenti sotterranee. 

Tuttavia, intorno al lago si intrecciano anche una moltitudine di miti e leggende, come quella di un drago perfido che, invidioso della bellissima città di Miliera, decise di distruggerla. Dopo questo atto si rifugiò tra queste montagne, esponendosi al sole nell'erba ai piedi della Croda da Lago e sotterrando una conchiglia. Con lo sciogliersi delle nevi, ben presto la conchiglia si riempì di acqua e fu così che nacque il lago… 

Subito dopo il rifugio (vedi foto di copertina) c'è il Becco di Mezzodì.

Becco di mezzodì

Il rifugio dispone anche di una spettacolare sauna finlandese, da provare quando ci sarà la neve.

Sauna finlandese croda da lago palmieri

 

 


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Da Porta Saragozza a San Luca passando sotto i famosi portici di Bologna

Da Porta Saragozza a San Luca passando sotto i famosi portici di Bologna


Escursione Santuario di San Luca Bologna
Un trekking urbano sotto il meraviglioso portico di San Luca a Bologna. Da porta Saragozza al Colle della Guardia passando sotto i 666 archi.

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Data escursione: 05 Sep 2020

Difficoltà: T - Turistico

Distanza: 6.66 km

Partenza: Porta Saragozza Bologna

Dislivello: 196 m

Tempo: 1h:06m

Destinazione: Santuario di San Luca Bologna



Avvicinamento

Parcheggiare nei pressi di Porta Saragozza. Si parte appena inizia il portico su Via Saragozza (fuori porta), in direzione Casalecchio.

Mappa




Descrizione itinerario

Dicono che ci sono 666 archi nel Portico di San Luca.

Gli archi sono numerati e si parte con il primo a l'ultimo arco a San Luca è il 661, solo che ce ne sono di non numerati fino ad arrivare al particolare numero 666.

Il numero 666 ha sempre suscitato fantasticheri a chi si interessa di "occulco".

Si dice che il famoso portico che arriva a San Luca abbia 666 archi e che avendo una forma con due curve, rappresenti il serpente (il demonio) la cui testa viene schiacciata dalla Madonna simboleggiata dal santuario alla fine del percorso, sul colle della Guardia.

Esoterismo e occulto a parte, questo percorso è particolarmente amato dai bolognesi in quanto è un percorso adatto a tutti e ci si può correre o camminare, anche quando piove.

Molto frequentato a qualsiasi ora del giorno e della notte è utilissimo per chi deve "espiare" i peccati della sera prima (cene "pese" o fiumi di birra/vino :D ).

Una volta raggiunta porta saragozza dando le spalle al centro citta e alla porta, vediamo il portico di Via Saragozza sulla nostra destra.

La nostra escursione urbana inizia da lì.

Il portico è meraviglioso e ci sono dei negozietti e bar.

Portici Bologna Via Saragozza

 

Si prosegue in direzione del Meloncello.

 

Arco del Meloncello Bologna

 

Una volta salito sull'Arco del Meloncello si procede verso sinistra, attraversando la strada e si inizia a salire verso San Luca.

Portici di San Luca notte

 

La salita si fa sentire e procediamo verso il Colle della Guardia.

 

Vista città di Bologna dal Portico di San Luca

I portici offrono una vista meravigliosa sulla città.

Portici di San Luca e vista su Bologna

Dopo alcuni tornani e scale arriviamo finalmente in cima

Fine percorso Portici di San Luca

Rientriamo per la stessa strada fatta all'andata e io e Sante riflettiamo sul discorso dei 666 Archi e mi accorgo che abbiamo fatto 6,66 km, coincidenza? :)


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Porto Selvaggio da Torre Uluzzo in Salento

Porto Selvaggio da Torre Uluzzo in Salento


Escursione Porto Selvaggio
Siamo nel parco naturale di Porto Selvaggio a Nardò in Salento. Il tratto di costa del parco é lungo circa 7 chilometri e un tempo si presentava come una distesa nuda e pietrosa. Oggi invece c’è una pineta rigogliosa che esiste grazie ad un rimboschimento di circa 300 ettari iniziato negli anni 50, sono pini d'Aleppo. A delimitare il parco ci sono due importanti torri: la Torre dell'Alto più a sud e la Torre Uluzzu a nord. Abbiamo deciso di partire dalla Torre Uluzzo e seguire un percorso nella pineta per arrivare in una bellissima gola dove ci faremo il bagno nel Mar Ionio. Lungo il percorso il paesaggio è stupendo e ci spesso ci affacciamo sul mare.

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Data escursione: 02 Sep 2020

Difficoltà: T - Turistico

Distanza: 5.5 km

Partenza: Torre Uluzzo

Dislivello: 100m m

Tempo: 1:15

Destinazione: Porto Selvaggio



Avvicinamento

Inserire nel navigatore Torre Uluzzo (a nord del parco di Porto Selvaggio) a sud di Gallipoli. Parcheggiare nel parcheggio a pagamento o lungo la strada dove si può.

Mappa




Descrizione itinerario

Guarda il video:

 

Siamo a Nardò in Salento (Puglia) all'interno del bellissimo Parco di Porto Selvaggio.

Dopo qualche metro il sentiero si inserisce nella pineta che va attraversata nella stessa direzione in cui siamo partiti.

 

Tenete d'occhio il gps perchè non ci sono segnali, ma dopo un po' diventa quasi una carrereccia.

Sentiero nela pineta torre uluzzo porto selvaggio

 

Lungo la strada in questo periodo è pieno di fiori, che potrebbero essere asfodelo o erba degli eroi.

Fiori sul sentiero porto selvaggio

Ad un certo punto si incrocia una strada molto larga e girando quindi a destra, scendendo verso il mare si arriva finalmente al bellissimo Porto selvaggio.

Porto Selvaggio

Ci sono rocce affioranti che sprofondano nel mare, fresche sorgenti d'acqua dolce e un fondale misto sabbioso e roccioso.

Porto Selvaggio

 

L’acqua è una meraviglia e facendo snorkeling ci si diverte parecchio.

 

Porto Selvaggio Acqua Cristallina

Guardate il nostro video per vedere anche i fondali di questo bellissimo posto.

A ritorno abbiamo preso un sentiero leggermente più su, una volta preso il sentiero larghissimo (dove c'è anche un servizio di navetta che riporta sulla strada statale), si supera l'incrocio con il sentiero dell'andata e si prende a sinistra salendo (e quindi con il mare alle spalle).

In zona c'è una Masseria, la Masseria Brusca che vi invito a visitare, oltre ad essere bellissima, si possono comprare degli ottimi prodotti.

Sembra di essere in chissà quale set di un film ambientato in chissà quale posto esotico e invece siamo sempre in Salento.

Masseria Brusca

 


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Monte Averau 2647m escursione e ferrata dalle 5 torri di Cortina

Monte Averau 2647m escursione e ferrata dalle 5 torri di Cortina


Escursione Vetta Monte Averau 2647m
L'Averau anche detto Nuvolau Alto è la più alta vetta del Gruppo Nuvolau alta 2.647 s.l.m., nelle Dolomiti Ampezzane. E' situata tra il passo Falzarego e 2 km a nord del passo Giau. Dalla vetta si può ammirare il Nuvolau (m 2.575), che dà il nome all'intero gruppo. Abbiamo deciso di fare una piccola escursione partendo dalle Cinque Torri di Cortina (spettacolari) e poi la brevissima ferrata lungo la parete NE del monte Averau.

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Data escursione: 05 Aug 2020

Difficoltà: EEA - Escursionista Esperto con Attrezzatura

Distanza: 4.55 km

Partenza: 5 Torri di Cortina

Dislivello: 370 m

Tempo: 1:30

Destinazione: Vetta Monte Averau 2647m



Avvicinamento

Una volta arrivati alle 5 torri, si procede verso il rifugio Averau e si segue il sentiero segnalato che si dirige verso nord (indicazioni "ferrata"). Una volta superato in salita il ghiaione si raggiunge l'attacco della ferrata.

Mappa




Descrizione itinerario

Guarda il video:

 

Per raggiungere le 5 Torri ci sono vari modi:

1. salendo a piedi parcheggiando alla Baita Bain (tempi fino al rifugio Averau 2h)

2. prendendo la seggiovia dalla Baita Bain fino al Rifugio Scoiattoli (tempi fino al rifugio Averau 30minuti)

Per maggiori informazioni sul percorso 1: http://www.escursionista.org/-/cortina-5-torri-rifugio-scoiattoli-rifugio-averau-

5 torri di cortina

In entrambi i casi si passa vicinissimi alle bellissime 5 Torri dell'Averau (o di Cortina) in un paesaggio stupendo.

A destra rispetto alle 5 Torri si nota benissimo la Croda Da Lago

Croda da Lago

La bellissima Croda Rossa

Croda rossa escursionista

E il gruppo delle tofane

Tofana di Rozes

Una volta arrivati al Rifugio Averau, si apre davanti ai nostri occhi un altro spettacolo: il passo Giau, da cui possiamo vedere il Civetta.

Monte Civetta passo Giau dal rifugio Averau

A questo punto prendiamo a destra del rifugio averau e seguiamo il cartello che indica "ferrata".

Il sentiero è esposto ma mai pericoloso, si procede su sfasciumi e parti detritiche fino all'attacco della ferrata in circa 15 minuti.

Essendo il 16 agosto c'è un bel po' di gente e bisogna fare la fila per salire.

La ferrata è verticale, ma cortissima, molto simpatica e adatta a tutti, l'unico problema è che non essendoci una via per il ritorno occorre alternarsi con le persone che scendono. Per questo consiglio di andare piuttosto presto la mattina ed evitare inutili perdite di tempo.

Una volta terminata la ferrata si sale per un sentiero esposto su detriti e sfasciumi e in altri 15 minuti si arriva alla croce di vetta.

La vista è meravigliosa e spazia su tutte le dolomiti ampezzane e numerose altre vette come il Civetta, Marmolada, Croda da Lago, Croda Rossa e tante altre.

In particolare mi sono innamorato di una vista stupenda sul Monte Nuvolau e il rifugio Omonimo.

Vetta e Rifugio Nuvolau dal Monte Averau

A ritorno ho beccato un po' di acqua, grandine e neve (si il 16 agosto) ma niente di che, per me che arrivo da Bologna (38°C) è piuttosto piacevole.

Mi fermo a mangiare al Rifugio Scoiattoli che ormai lo considero un ristorante chic in quota.

 

 


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