Cascate del Dardagna, Madonna dell'Acero, Laghetto del Cavone

Cascate del Dardagna, Madonna dell'Acero, Laghetto del Cavone


Escursione Giro ad anello, cascate del dardagna, laghetto del cavone
Cosa fare in una calda giornata estiva bolognese? Un bel giro alle Cascate del Dardagna con partenza dal Santuario della Madonna dell'Acero passando dal Laghetto del Cavone. Boschi montani e acqua di sorgente per rinfrescarci.

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Data escursione: 07 Jul 2017

Difficoltà: T - Turistico

Distanza: 6.5 km

Partenza: Madonna dell'Acero

Dislivello: 375 m

Tempo: 3h

Destinazione: Giro ad anello, cascate del dardagna, laghetto del cavone



Avvicinamento

Puntare il navigatore dell'auto su "Madonna Dell'Acero". Parcheggiare nei pressi del ristorante omonimo.

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Descrizione itinerario

Dopo aver parcheggiato nei pressi del Ristorante hotel dell'Acero (posto in cui ci siamo fermati a ritorno a mangiare, consigliato) ci si incammina verso il Santuario della Madonna dell'Acero.

Santuario della Madonna dell'Acero

Proseguendo si tiene la chiesa sulla destra e si procede verso "cascate del dardagna".

La passeggiata nel bosco è piacevolissima, in particolare in estate è fresca e ombreggiata.

Sentiero cascate del dardagna

Il fine settimana il posto è abbastanza affollato e si incontrano anche delle sorgenti.

sorgenti sentiero cascate dardagna

Alla fine si arriva alla prima delle tre spettacolari cascate. Fino a questo punto il sentiero è pianeggiante e con scarso dislivello, la salita inizia con la prima cascata e terminerà solo arrivati su all'altezza del laghetto del cavone.

Cascate del Dardagna

A questo punto si seguono le indicazioni per "rifugio Cavone/Laghetto del Cavone" e si inizia a salire, ad ogni "piano" ci si ferma a rinfrescarsi e a godere del bellissimo panorama bucolico. Fate attenzione nei giorni umidi, la salita potrebbe risultare faticosa e scivolosa.

cascate del dardagna fresco

Arrivati su si prende la strada asfaltata verso sinistra e si procede nell'ampio parcheggio fino al laghetto del Cavone e all'omonimo rifugio.

laghetto del cavone

Ci concediamo una birretta fresca e poi si riparte verso la madonna dell'acero, parte in asfalto e parte in sentiero si arriva al punto di partenza dove ci aspetta una ottima polenta e funghi.

Polenta e funghi

 


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Monte San Pietro sentiero 1 - L'uomo che verrà

Monte San Pietro sentiero 1 - L'uomo che verrà


Escursione percorso ad anello che rientra alla Colombara
Monte San Pietro sentiero 1 - L'uomo che verrà Un bel percorso suggestivo nella valle del Lavino ricco di storia, paesaggi incantevoli e vasti panorami. Si incontrano case padronali del ‘700, ulivi millenari e querce secolari, boschi e castagneti: un inno alla meraviglia della natura. In questa zona sono state girate scene del pluripremiato film del 2009 “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti, ambientato nel 1944.

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Data escursione: 21 Jun 2020

Difficoltà: T - Turistico

Distanza: 9.5 km

Partenza: Monte San Pietro - la Colombara

Dislivello: 315m m

Tempo: 2:30

Destinazione: percorso ad anello che rientra alla Colombara



Avvicinamento


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Descrizione itinerario

Un bel percorso suggestivo nella valle del Lavino ricco di storia, paesaggi incantevoli e vasti panorami.

Si parcheggia di fianco alla pizzeria "La Colombara" dove al termine dell'escursione ci siamo concessi un'ottima pizza.

Si attraversa il fiume utilizzando un ponte e si seguono i cartelli per il sentiero N.1

Cartello sentiero N1 monte san pietro

Lungo il percorso si incontrano le case padronale del ‘700, ulivi millenari e querce secolari, come questa in foto:

Ulivo Millenario Monte San Pietro

Si attraversano bellissimi boschi e castagneti che sono un inno alla meraviglia della natura. In questa zona sono state girate scene del pluripremiato film del 2009 “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti, ambientato nel 1944.

Sentiero N.1 Monte San Pietro

Una volta giunti vicini al crinale si può godere del bellissimo panorama.

Panorama sentiero n1 l'uomo che verrà monte san pietro

Si procede verso destra rispetto al senso di marcia rimanendo nella valle del lavino e ci imbattiamo in bellissimi campi di grano.

Campi di grano sentieri monte san pietro bologna

Scendendo si può ammirare il bellissimo panorama sulla valle del lavino.

Panorama sentiero 1 valle del lavino monte san pietro bologna

 

 

 


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Monte San Pietro sentiero 8 - Abbazia e antichi borghi

Monte San Pietro sentiero 8 - Abbazia e antichi borghi


Escursione Giro ad anello con rientro a Badia
Natura, storia, antichi borghi e chiese. A volte non serve andare in posti remoti e lontani per ritrovarsi in un autentico paradiso. A due passi dalla città di Bologna nel Comune di Monte San Pietro ci sono numerosi sentieri, noi abbiamo deciso di fare il sentiero N8 che copre una parte della Piccola Cassia, antica strada di connessione tra le valli.

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Data escursione: 17 May 2020

Difficoltà: E - Escursionista

Distanza: 11.5 km

Partenza: Località Badia (dopo la colombara)

Dislivello: 350 m

Tempo: 3 ore

Destinazione: Giro ad anello con rientro a Badia



Avvicinamento

Noi abbiamo parcheggiato lungo via Lavino situata nel Comune di Monte San Pietro in località Badia. Ci sono un paio di bar e un parcheggio lungo la strada.

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Descrizione itinerario

Appena partiti abbiamo deviato subito per vedere una vecchia abbazia (ben nascosta dalla strada), un posto incatevole rimasto immerso nel fascino del medioevo.

Chiesa medioevale a Badia

L'abbazia è sconsacrata dai tempi di napoleone ed di proprietà privata di un libraio che si è trasferito dal centro di Bologna in questo luogo incantato. Molto gentile ci ha fatto visitare la sua proprietà.

Il sentiero procede su strada asfaltata e bisogna girare sulla destra seguendo le indicazioni Sentiero N.8 segnalati anche dai classici segni del CAI ovvero con i colori bianco e rosso.

Inizia la salita e man mano che si sale si calpesta un tratto dell’antico percorso della Piccola Cassia, che conduceva i pellegrini verso Roma, e si attraversano borghi storici ben conservati, capaci di trasmettere ai visitatori tutta la magia e il fascino dei secoli passati.

Panorama Piccola Cassia

Si arriva in cima e sul crinale si torna a camminare per un tratto su asfalto.

I pali dell'alta tensione  - alcuni dei quali decorati con i colori dell'italia - si stagliano sul bellissimo panorama.

Si riprende il sentiero che ci regala sempre un panorama diverso e mai scontato.

Sentiero Piccola Cassia

Proseguendo si arriva in un punto panoramico veramente incantevole con vista sulla valle del Samoggia, particolarmente suggestiva durante la fioritura delle ginestre. 

Campo di ginestre Piccola Cassia

Si prosegue nel borgo Isola e Borgo Stella con delle case medioevali perfettamente conservate e si rientra riprendendo la salita subito a sinistra di Mongiorgio.


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Rifugio Tissi da Alleghe

Rifugio Tissi da Alleghe


Escursione Rifugio Tissi
Rifugio Tissi da Alleghe, passando dal Lago Coldai. Vista fantastica sul Monte Pelmo, Civetta e sul Lago di Alleghe

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Data escursione: 06 Aug 2017

Difficoltà: E - Escursionista

Distanza: 15.58 km

Partenza: Rifugio Col dei Baldi

Dislivello: 1198 m

Tempo: 4h

Destinazione: Rifugio Tissi



Avvicinamento

Da Alleghe saliamo in auto a Piani di Pezzè, dove parcheggiamo la macchina. Prendiamo la cabinovia che collega Pian di Pezzè a Col di Baldi, dove troviamo l'omonimo rifugio.

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Descrizione itinerario

Eventualmente si può partire direttamente da Alleghe prendendo subito l’ovovia che ci porta ai 1462 m dei Piani di Pezzè, oppure raggiungibili comunque anche in auto, la sosta è a pagamento.

A questo punto lprendiamo a modernissima seggiovia che arriva sino a Col dei Baldi (m. 1920) dove c'è l'omonimo rifugio, punto di partenza della nostra escursione.

Il panorama è veramente stupendo e vasto e merita una sosta: la Marmolada offre uno dei suoi profili meno noti, le vette della Val Fiorentina sono così nitide che sembra un disegno da incorniciare e la vista si può spingere sino alle cime del Giau e a quelle ampezzane.

Si procede sempre sul sentiero 560 in direzione Rifugio Tissi e Rifugio Coldai (o anche Lago Coldai).

Appena dopo qualche passo sulla sinistra si intravede una vetta e man mano che avanziamo la vetta diventa sempre più grande fino a diventare maestosa, si tratta del Monte Pelmo, un massiccio di roccia che ha la forma di un trono. La leggenda dice che Dio nell'intento di creare il mondo si fosse ripostato sedendosi sul monte Pelmo, da cui è tratto il soprannome "Il Trono di Dio".

Monte Pelmo, il trono di dio

Si inizia a scendere verso la Malga Pioda dove c'è una fontana. 

 

Seguendo il sentiero n. 556 (ex strada militare) iniziamo la salita verso il rifugio Coldai m 2132, che può essere un ottimo punto di pausa e ristoro, da cui si gode di ottimo panorama.

finestra coldai

Si prosegue dal rifugio e la vista rimane sempre incantevole.

Vista dal Coldai

Proseguiamo la salita con il sentiero 560 fino ad arrivare - in circa 20 minuti - al magnifico Lago Coldai a 2143 metri. Una gemma verde ai piedi delle impressionanti pareti del Civetta.

Sembra un posto incantato.

Lago Coldai

Si continua a scendere e si incrocia l'Alta via n.1 delle Dolomiti. Costeggiamo la famossissima parete Nord/Ovest del Civetta seguendo il sentiero 560 che conincide con l'alta via n.1.

L'obiettivo è raggiungere il rifugio Tissi.

Parete Civetta

Dopo aver attraversato un gruppetto di mucche di montagna, iniziamo a vedere il Tissi (e la fame inizia a farsi sentire).

mucche libere civetta

A questo punto usando il sentiero 563 si raggiunge, risalendo ulteriormente, al Rifugio Tissi a 2250m slm.

La sosta è obbligatoria e non dimenticate di portare di contanti, il rifugio non accettava carte di credito e io stavo morendo di fame. La mia storia triste deve aver impetosito talmente tanto che un signore di mi ha prestato 9€ per mangiare.

Rifugio Tissi e la parete del Civetta

La vista dal Tissi è meravigliosa, da un lato l'imponente parete del Civetta, oltre 1000 metri di roccia, il regno del sesto grado, anche detta "la parete delle pareti".

Civetta la parete delle pareti

Dall'altra parte, andando verso Alleghe, si apre una vista mozzafiato sullo stesso lago di Alleghe.

Lago di Alleghe

 

Dopo un pranzo veloce ci siamo rimessi in marcia perchè la cabinovia chiude alle 17.15, per cui non era il caso di fermarsi troppo e siamo tornati indietro dalla stessa strada fatta all'andata. Ci sarebbe un sentiero "non ufficiale" che costeggia la parete del Civetta, ma è pericoloso a causa della possibilità di caduta massi. Probabilmente con questo sentiero alternativo si risparmia qualcosa.

Esperienza bellissima!

A presto!

tempi di percorrenza: fino al rifugio Coldai 1,45
dal rifugio Coldai al lago Coldai 30 minuti
dal lago Coldai al rifugio Tissi 1,45


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Libro Aperto

Libro Aperto


Escursione Vetta Libro Aperto
Uno dei luoghi più affascinati e scenografici dell'Appennino, a confine tra Emilia e Toscana è composto da due vette: Monte Belvedere e Monte Rotondo da cui si gode di un notevole paesaggio. Passaggio del GEA sentiero n. 00.

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Difficoltà: EE - Escursionista Esperto

Distanza: 13.7 km

Partenza: Capanno Tassoni

Dislivello: 915 m

Tempo: 4h:30m

Destinazione: Vetta Libro Aperto



Avvicinamento

Puntare il navigatore su "Capanni Tassoni" e seguire le indicazioni. Una volta arrivati al rifugio parcheggiare.

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Descrizione itinerario

Da Capanno Tassoni imboccare e seguire il sentiero 445, una comoda carrareccia che si inoltra nel bosco.

bosco

 

Con un leggero pendio arriviamo ad un crocevia dove dobbiamo svoltare a sinistra prendendo la rapida salita sentiero CAI n. 417. La salita è piuttosto ripida e in caso di pioggia meglio prestare molta attenzione.

Seguire il sentiero e salendo ad un certo punto si apre un meraviglioso panorama.

sentiero 417

Proseguire fino al crinale sentiero n. 00 GEA (Grande Escursione Appenninica).

Sentiero 00 GEA

 

Sul crinale ci troviamo sul "Colle dell'acqua Marcia" e prendiamo a destra verso Cima Tauffi.

 

seniero GAE 00

 

Si passa per un ripido crinale e una bella discesa con sassi e roccia, prestare molta attenzione.

 

Libro Aperto

 

Arrivati sul libro aperto si apre un panorama eccezionale. Si trova un po' di gente che arriva dall'emilia o dalla toscana o chi è di passaggio per andare verso il Cimone.

Per il ritorno seguire la strada dell'andata.


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